La tela della "Consegna dello stendardo missionario a Sant'Ignazio di Loyola con sacra famiglia e Santi Anna e Gioacchino" - chiesa madre Barrafranca
Sant'Ignazio di Loyola, del resto, venerava e promuoveva la devozione alla Sacra Famiglia, considerandola modello di vita cristiana. La sua spiritualità si basava sia sulla ricerca della "Gloria di Dio" (Ad Maiorem Dei Gloriam) sia sulla contemplazione delle vite di Gesù e dei santi, inclusa la Sacra Famiglia, come modelli di virtù. Per Sant'Ignazio e i Gesuiti, la Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe rappresentava l'ideale di vita di umiltà, obbedienza e amore che ogni cristiano, e specialmente un religioso, doveva seguire. La devozione alla Sacra Famiglia si inserisce, dunque, nel contesto più ampio della sua vita di preghiera e dei suoi scritti (come gli Esercizi Spirituali), che invitano alla contemplazione dei misteri della vita di Cristo, inclusa la sua infanzia. Esistono, in tal senso, anche delle medagliette devozionale sul cui verso c'è la Santa Famiglia.
Se si portano in essere queste considerazioni, è naturale chiedersi come mai la tela della chiesa madre di Barrafranca è stata denominata di Sant'Anna? Altra domanda: nell'altare di Sant'Anna che visitò il messo del vescovo c'era questa tela o una monografica su Sant'Anna. Nella seconda ipotesi, fine ha fatto la tela di Sant'Anna? Questa tela di Sant'Ignazio apparteneva forse a un'altra chiesa, ad esempio San Giuseppe? Può darsi che la pittura della Santa Famiglia annotata nell'inventario della chiesa di San Giuseppe del 1745 citato dal parroco Giunta sia proprio questa che oggi si trova nella chiesa madre [3]. Risulta più logico che il soggetto sia letto come una Santa Famiglia e che è più consono al culto principale della chiesa di San Giuseppe. Ad ogni buon conto, non è attestata al momento la presenza dei Gesuiti a Barrafranca e potrebbe anche darsi che la figura di Sant'Ignazio con il suo stendardo sia stata aggiunta in un secondo momento. Nell'insieme, tale inserimento provoca molta ressa.
L'autore risulta essere ignoto. Vicari ipotizza che sia stato un certo Salvatore Spina [4]. Si potrebbe tentare però un'attribuzione: cerchia o bottega di Vincenzo Roggeri. Non sembra essere di mano del maestro nisseno, in quanto non vi è molta maestria. Nella fattispecie, una composizione simile si può osservare nella "Sacra famiglia con i Santi Anna e Gioacchino", che si trova nella chiesa Maria SS. della Grazia a Caltanissetta e nell'"Adorazione dei pastori" che si trova nel museo diocesano della stessa città (vd. figg. 8 e 9). La prima è molto più simile per composizione: in evidenza, però, c'è Sant'Anna, in quanto regge il bambinello. Sembra che il punto di partenza per il disegno sia stato questo quadro cui furono aggiunti Sant'Ignazio e lo stendardo, affollando un po' la scena, sorta di adorazione di Gesù bambino. Si può auspicare che le ricerche d'archivio, specie in quello della Diocesi di Catania possano indicare con precisione l'autore.
[1] Luigi Giunta, Cenni storici su Barrafranca, Tipografia Giardina, Canicattì 1987, p. 122. Tale edizione è una seconda ristampa dei cenni pubblicati nel 1928.
Gaetano Vicari, Guida alle principali chiese di Barrafranca e ai loro tesori nascosti con aggiornamenti ai giorni nostri, pubblicazione indipendente, II ed. 2019, p. 176. In quest'opera si legge che la tela fu consolidata e pulita da Grazia Marchì nel 2002.
[2] Angelo Antonio Faraci, Il crocifisso della chiesa madre di Barrafranca. Analisi storico-artistica sui crocifissi in mistura di Sicilia tra XV e XVI secolo, tesi di laurea, Accademia delle Belle Arti di Catania, a.a. 2013-2014, relatrice Ornella Fazzina, p. 98. Il documento è riportato in copia a pag. 97 (doc. VI) e si trova conservato in ASDC, Sacre visite pastorali, Catania e Diocesi c. 96, f 60 pp.298-300 r. v..
[3] Giunta, op. cit. pag. 131.
[4] Gaetano Vicari, Guida alle principali chiese di Barrafranca e ai loro tesori nascosti con aggiornamenti ai giorni nostri, pubblicazione indipendente, II ed. 2019 aggiornata, p. 64. Del pittore Salvatore Spina non si hanno notizie. Si conosce un pittore di nome Giuseppe Spina che operò soprattutto a Licata (1790- 1861).
Autore
Filippo Salvaggio
Ringraziamenti
Si ringrazia Angelo Antonio Faraci per il valido e importante apporto.



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